Benvenuti Nella bellissima Gallipoli, dove in un angolo stupendo, in un palazzo Ottocentesco, ai piedi della Fontana Greca C'è una Caffetteria Esclusiva e Raffinata, dove potrete gustare le specialità


Ingresso Bar Fontana Greca

Originariamente era posta nell'area delle antiche terme, oggi è denominata 'fontanelle'. Nel 1548 venne trasportata nei pressi della chiesa di San Nicola, ormai scomparsa, dove rimase fino al poi venne nuovamente smontata e ricostruita nel luogo dove attualmente sorge.

La facciata che guarda a suddivisa in tre parti da quattro chitrave con un ricco decoro ed è alto circa 5 m. Nei bassorilievi, ricavati da lastre di pietra dura locale, sono scolpite scene che rappresentano le tre metamorfosi delle mitologiche.

Il mito di Dirce, regina di che, vinta dalla gelosia, oltraggia la nipote e fu condannata dai figli di quest'ultima ad essere dilaniata da due tori infuriati. Dirce è rappresentata a terra fra due tori e, più in alto si nota, nell'atto di trasformarla in una fontana di pietra.

Il mito di Salmace, la ninfa che pregò gli Dei di formare un solo corpo con (figlio di e ) di cui era innamorata, i loro corpi nudi sono rappresentati incatenati mentre si trasformano in una sola fonte, in presenza di Venere e Cupido.

Il mito di Biblide che, innamorata del fratello Cauno e da questi respinta, consapevole dell'errore, pianse fino a consumarsi di lacrime e gli Dei impietositi la trasformarono in una fontana di pietra. Qui la ninfa distesa stringe tra le mani il mantello del fratello.

Sull'altra facciata, realizzata con la funzione di sostegno nel 1765, vi sono collocati lo stemma di Gallipoli, una epigrafe in latino, e le insegne del sovrano Carlo III di Borbone. In basso è collocato l'abbeveratoio dove in passato si dissetavano gli animali.

 

 

 

Caffetteria Gelateria Fontana Greca Quando la praticità incontra lo stile.

Saletta Fontana Greca
Fontana Greca Caffè
Piazza Fontana Greca N°5
73014 Gallipoli -Lecce-
+39-0833-261295

Fontana greca rivisita il rito antico della pausa caffè, per trarne nuovi appaganti piaceri

Giovanni Leuzzi